Carnevale

venetian carnival

La maschera da sempre connubio di menzogna e verità rivelata, di sincerità ed illusione, legata sin dalle origini a una dimensione esclusivamente rituale, ha mantenuto e trasformato nel suo divenire storico quel concetto trasgressivo che sta alla base di ogni forma di mascheramento. Regina del carnevale, dove scompare ogni distinzione fra attori e spettatori, la maschera offre una via di fuga temporanea dal vivere quotidiano, dando sfogo agli istinti più repressi, ma anche aprendo nuove inaspettate possibilità espressive. "L’uomo é poco se stesso quando parla in prima persona; dategli una maschera e vi dirà la verità".

Accanto alla maschera, il travestimento, che lasciava esprimere anche al popolo il bisogno di rinnovare la propria immagine e di sovvertire almeno per un breve momento l’ordine stabilito. Il carnevale consentiva una totale libertà di espressione e l’abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. L'illusione di una trasgressione collettiva, concessa solo in quanto relegata a un momento preciso e decodificato, quasi una sorta di rito espiatorio, prima di affrontare il rigore della lunga quaresima.

Venezia, più di ogni altra città, ebbe fama in tutta Europa per i suoi incredibili e lunghi carnevali, per i più curiosi travestimenti, per le singolari avventure e intrighi amorosi. Il contatto quasi fisico, che si determinava quotidianamente tra i suoi abitanti tra calli e callette,

Corti e campielli, la dimensione urbana labirintica e misteriosa si prestava perfettamente a questa sorta di promiscuità di cui é complice ideale la maschera.

Il carnevale a Venezia e un evento atteso ed è protagonista delle feste annuali che coinvolgono il popolo e i patrizi, in maniera trasversale e l’uso accorto della maschera consente a chiunque di cambiare la propria identità e status sociale e ai viaggiatori stranieri il piacere dell’incognito e l’esplorazione di un’altra identità.  E anche quando il declino della gloriosa Serenissima sembra ormai inevitabile, il carnevale erompe in uno sfogo di gioia collettiva per esorcizzare il male e la maschera recupera la sua originaria funzione apotropaica, proprio come quando lo stregone la indossa per tenere lontani gli effetti del maleficio.

Nel ‘700 a Venezia l’uso della maschera si protrai per molti mesi durante l’anno e diviene una sorta di proiezione utopica, unica possibile risposta a una chiara rinuncia di rinnovamento che porterà  alla fine inesorabile  della Serenissima.

Negli anni ’80  il carnevale di Venezia conosce una nuova rinascita e come una novella araba fenice risorgere dalle proprie ceneri per ricreare ancora una volta quella magica atmosfera di gioia , trasgressione e bellezza che solo questa città può offrire. E ancora una volta nei giorni freddi d’inverno siamo tutti chiamati a rivivere quella spensierata e ironica messa in scena  a rappresentare noi stessi e qualcosa di più..